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Come si giudica una bella fotografia

date » 26-04-2017 22:34

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Oggi siamo tutti fotografi. Tutti abbiamo sempre una fotocamera con noi, quella dello smartphone, e scattiamo senza remore, senza pensare: fotografiamo di tutto, albe, tramonti, fidanzate, piedi, gattini, gambe, tette, culi, stelle, cani, tutto, tutto davvero. Bello, io sono per la democratizzazione della fotografia. Ma le foto belle dove sono? e cosa vuol dire per una foto essere "bella"? Come si giudica una foto? Sovente non lo sanno i fotografi "professionisti", figuriamoci chi scatta per passione o per caso con lo smartphone, o anche con la reflex... Gia, più che bella direi una fotografia "interessante", quali caratteristiche deve avere? Difficile riassumerlo qui, ma voglio provarci ugualmente.
Pensate alla differenza tra LA BELLA FOTO DI UN BAMBINO e LA FOTO DI UN BEL BAMBINO. Per un genitore la foto di suo figlio è bellissima, perché così lui vede il bambino. A me non dice nulla perché è un bambino come tanti. Per me è bella una foto di un bambino se è tecnicamente corretta, bene esposta e inquadrata e cattura la mia attenzione per qualcosa: l'espressione, i colori, il sorriso, il luogo, ecc. Poi ci sono i fattori latenti ma importanti: deve essere una immagine "equilibrata" per masse e volumi, gradevole da osservare, bilanciata. Qui entrano la famosa sezione aurea o la spirale di Fibonacci a spiegarci che l'occhio e il cervello gradiscono maggiormente forme e masse distribuite in un certo modo, ecc. Insomma, una bella foto è un mix di tante caratteristiche, note a chi ha studiato Storia dell'Arte, comunicazione, Percezione Visiva, a chi ha visto decine, centinaia di opere non solo fotografiche di artisti di tutte le epoche e tutte le latitudini, a chi è curioso di natura e sa osservare, comunicare, trasmettere emozioni. Ci sono persone che nonostante abbiano l'etichetta di "professionista" (non mi è ancora chiaro chi, come e perché distribuisce questi titoli..)non hanno minimamente capito le caratteristiche che deve avere una bella foto. Ma lavorano, producendo spesso foto mediocri, semplicemente perché anche il loro committente capisce poco e nulla di fotografia, e quindi gli va bene tutto.
Altri fotografi, sovente "amatori" appassionati e curiosi, hanno invece approfondite conoscenze "artistiche" tali da far sì che siano in grado di produrre immagini belle, emotive, corrette. Lo fanno senza nemmeno pensarci troppo, perché sono capacità sovente innate e poi coltivate bene da studi e stili di vita che privilegiano la curiosità, il confronto. In una foto mettiamo i nostri ricordi, i luoghi che abbiamo visitato, le persone conosciute, la musica che ascoltiamo... Dieci persone davanti a un unico soggetto producono 10 fotografie differenti, perché ognuno si porta il proprio vissuto e lo trasmette nella foto, scegliendo quando scattare, cosa inquadrare, cosa vedere e far vedere al fruitore.
Ci sono decine di testi che spiegano queste cose, uno dei più autorevoli dei quali a mio avviso è "Arte e percezione visiva" di Rudolf Arnheim, che già oltre 60 anni fa aveva capito che una bella opera d'arte rispecchia inevitabilmente dei parametri universali. Molti di noi ogni tanto, su migliaia di fotografie, ci capita di scattarne alcune belle. Lo dice la statistica, probabilmente 1 su 100.000 foto è bella, ma se non sappiamo dire perché, se non sappiamo rifarlo ogni volta che serve, non siamo buoni fotografi, siamo solo documentaristi: io c'ero, e questa ne è la prova. Ma non è questa la fotografia che intendo io. Meglio poche, pochissime foto, ma belle. Quelle brutte si buttano.
Il bello salverà il mondo.

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