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La fotografia di oggi è come quella del secolo scorso, ma...

date » 14-04-2017 23:56

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Nonostante il passaggio da analogico (pellicola e chimici) a digitale, alla fine del processo, una fotografia è sempre una fotografia: che tu la veda stampata su carta, sul monitor di un computer o sullo schermo di uno smartphone o di un tablet, vedrai sempre un attimo di vita, fermato dall'indice del fotografo. La fotografia è sempre quella.
Già, ma nei decenni è cambiato il fotografo e la tecnologia, quelli si.
Un tempo il fotografo era il Mago Merlino della "camera oscura", solo lui sapeva far uscire le foto, le fotocamere erano manuali e complicate, le pellicole e le stampe costose e spesso le immagini erano storte, sfocate, mosse... Ma lui, il fotografo "professionista", scattava di tutto, dai matrimoni allo sport (tutti gli sport...), dai ritratti alla foto industriale, perché lui, e solo lui, era il Mago Merlino della fotografia. La "magia", la conoscenza, risiedevano tutte nel "fotografo". Il resto erano soggetti vari che si alternavano...
Grazie all'avvento del digitale oggi sbagliare tecnicamente una fotografia è davvero difficile: tutte a fuoco, esposte correttamente, nitide. Fare fotografie oggi costa pochissimo e tutti fotografano di tutto. E il "professionista"? Vive rimpiangendo il passato, quando le difficoltà tecniche e i costi lo rendevano insostituibile, e non ha capito che la specializzazione oggi non è più la fotografia, bensì quello che fotografi. Se vuoi essere utile ed essere pagato devi fare foto che altri non fanno perché NON conoscono le peculiarità del soggetto.
Gli appassionati di uno sport sono spesso i migliori fotografi di quello sport: conoscono gli atleti, le regole, i gesti, sanno quali sono i particolari che il tifoso apprezza, adorano il pathos e conoscono, anticipano, i movimenti clou. Mentre un fotografo professionista di matrimoni non conosce tutte queste sfumature e le sue foto di sport saranno tecnicamente perfette (molto meno di quanto potete immaginarvi...) ma sicuramente non avranno colto il gesto, il pathos come quelle dell'appassionato.
Non è un caso che alcune delle più spettacolari immagini di guerra le abbiano scattate i collaboratori di Emergency: sono sul luogo, conoscono le dinamiche e la popolazione, se hanno un minimo di dimestichezza con la tecnologia non c'è professionista di altri settori che tenga!
Non sto dicendo che gli appassionati fanno foto migliori dei professionisti, sto dicendo che per fare belle foto di qualsiasi soggetto devi conoscere bene il soggetto, esserne appassionato, e solo dopo è utile essere un fotografo. Una volta non era così, non c'erano appassionati di, chessò, sport, che facevano anche foto a bordo campo. Oggi si, e il confronto coi "professionisti" non appassionati è impietoso.
Meditate, non è precludendo agli appassionati di fare foto che fanno concorrenza ai cosiddetti professionisti che si alza il livello qualitativo, anzi... La fotografia è destinata a suddividersi in pochi filoni ultraspecializzati. Ma poi pensateci un attimo: se un professionista teme l'amatore e lo vede come una minaccia, vuol dire che lui è debole, non regge il confronto, non potrà avere o mantenere il successo. Il mondo deve essere sempre più meritocratico e i bravi, gli innovatori e i curiosi devono andare avanti, non gli "amici degli amici" che difendono lo status quo e i propri interessi bloccando gli altri e il progresso. Sei bravo? dimostralo.

Prossimamente quattro chiacchiere su come giudicare una foto. Non lezioni accademiche ma di vita reale. Qui tutti fotografano ma di foto belle non se ne vedono molte...

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